Gli Etruschi del Mugello

A - Museo Archeologico

In mostra al museo di Artimino

E’ iniziata lo scorso 25 marzo e proseguirà fino al 3 settembre la mostra intitolata “Il luogo di Uni”, ospitata al Museo Archeologico Francesco Nicosia di Artimino ed inaugurata in occasione del sesto anniversario dell’apertura della struttura comunale , che ospita importanti testimonianze della civiltà etrusca che a partire dall’VIII secolo a.C. animò le colline del Montalbano. L’esposizione propone una stele e una base di statua arricchite da iscrizioni, pregevoli bronzetti votivi e oggetti realizzati in bucchero e decorati, tra i quali spicca un frammento di vaso sul quale è raffigurata la più antica scena di parto del mondo etrusco e forse dell’intero Mediterraneo: una serie di piccoli ma preziosi reperti rinvenuti nel santuario di Poggio Colla, vicino a Vicchio di Mugello, risalenti a un periodo compreso tra il VII e il II secolo a.C.

Fu proprio Francesco Nicosia, il compianto archeologo e soprintendente a cui è dedicato il museo di Artimino e che fu tra i principali artefici dei ritrovamenti di epoca etrusca nel territorio carmignanese, a iniziare la campagna di scavi che in tempi relativamente recenti ha portato alle eccezionali scoperte alla base della mostra, che intende gettare luce sull’ipotesi che il sito accogliesse un santuario dedicato ad una divinità femminile, come sembrano indicare un passo inciso sulla stele che cita significativamente “il luogo di Uni” e la già menzionata rappresentazione del parto. Tra gli oggetti che molto probabilmente erano affluiti al santuario in qualità di offerte votive spicca una piccola testa maschile in bronzo di età arcaica, caratterizzata da una elaborata capigliatura che identifica il personaggio come una divinità e dà la misura della elevata qualità dei manufatti che venivano portati sul posto.

Dopo la direzione iniziale di Nicosia, avvenuta tra il 1968 e il 1972, dal 1994 al 2015 gli scavi sono stati condotti dal consorzio di università statunitensi che porta il nome di Mugello Valley Archaeologic Project (MVAP) sotto la supervisione di Gregory Warden della Franklin University Switzerland, lo stesso organico che ha curato l’esposizione insieme alla Soprintendenza per l’Archeologia, le Belle Arti e il Paesaggio (ABAP) per la città metropolitana di Firenze, Pistoia e Prato e con la collaborazione del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (MIBACT) e del Comune di Carmignano. “A sei anni dall’inaugurazione del Museo Archeologico di Artimino – ha dichiarato il sindaco Edoardo Prestanti – questa mostra rappresenta non solo il giusto omaggio alla figura di Francesco Nicosia, ma anche e soprattutto la volontà di fare di Artimino e del suo museo il luogo dove oltre a conservare e valorizzare le emergenze archeologiche locali si punta ad attirare le ricchezze della civiltà etrusca di tutta la Toscana”.

“Una mostra tanto prestigiosa e di così alto valore storico e culturale – ha sottolineato inoltre Stella Spinelli, assessore alla Cultura del Comune di Carmignano – conferma il nostro territorio come meta favorita per lo studio della civiltà etrusca. Un’occasione ulteriore per visitare il museo,  già scrigno di tesori inestimabili e per ammirare le preziose testimonianze archeologiche di Comeana e Prato Rosello”. L’allestimento dell’esposizione oltre ai reperti elencati poc’anzi comprende anche l’ologramma di una seconda stele attualmente ancora in fase di restauro, alcune immagini delle operazioni di scavo ed un breve filmato realizzato dalla CNN sul luogo del ritrovamento. La mostra è accessibile nei giorni di lunedì, martedì, giovedì e venerdì dalle 9.30 alle 13.30, il sabato, la domenica e i festivi dalle 9.30 alle 13.30 e dalle 15 alle 18. Per ulteriori informazioni si può telefonare al numero 055.8718124, inviare una e-mail all’indirizzo di posta elettronica parcoarcheologico@comune.carmignano.po.it o consultare la pagina web www.parcoarcheologicocarmignano.it. (Barbara Prosperi)

 


Questo articolo è stato pubblicato in archeologia, cultura con tag , , , . permalink.