Per chi si ama la civiltà contadina e vuole
saperne di più sugli attrezzi agricoli usati in cantina o nel
lavoro nei campi ci sono due tappe da non perdere, qualora capiti
a Carmignano: la prima è il Museo della Vite e del Vino in piazza
Vittorio Emanuele II (si entra dall'ufficio di informazioni
turistiche), la seconda è l'antica
Rocca medievale di Carmignano
che domina ancora oggi, dall'alto, il paese.
L'ingresso in Rocca - aperta in primavera e d'estate il
mercoledì, giovedì, sabato e domenica, ma d'autunno e
d'inverno solo il sabato e la domenica o su appuntamento
- è gratuito.
In Rocca - oltre ad un panorama che non ha eguali, il plastico di come si presentava il castello nel medioevo, la ricostruzione di una cucina quattrocentesca, maioliche rinvenute durante uno scavo fortuito e foto della Carmignano di inizio secolo - il turista può infatti ammirare una raccolta di attrezzi agricoli. Ce ne sono alcuni sparsi ai piedi del giardino di olivi racchiuso a mezza costa all'interno delle mura, altri nelle stanze sotterranee che un tempo erano forse cisterne d'acqua piovana a cui attingere durante gli

gli assedi. Gli attrezzi agricoli esposti colpiscono a volte per le forme, che a chi poco sa di quel mondo contadino li fa assomigliare ad opere d'arte. Per il visitatore più accorto la loro osservazione è invece l'occasione per accorgersi di come l'uomo abbia saputo costruire, sfruttando prima l'intelligenza e poi la forza, strumenti che gli consentissero di sfruttare il territorio.
Questi attrezzi costituiscono anche una traccia indelebile del passato di Carmignano, risultato di una civiltà contadina in dissolvimento.
Gli attrezzi esposti in Rocca e nel Museo della vite e del vino sono il frutto del lavoro e di una ricerca svolta da diverse persone in più anni.