"Se giara prendo in mano … così grato in
sen mi piove che d'ambrosia e nettar non invidio a Giove".
Così Francesco Redi, poeta di corte dei Medici, scriveva nel
Seicento riferendosi al vino di Carmignano. Quale dunque miglior
ambientazione per una festa per gli amanti del buon vino,
quale è Calici di stelle, dei giardini di via Redi.
C'era il pienone martedì sera nella parte
bassa di Carmignano nel grande spazio verde illuminato da
fiaccole e falò, tante le auto parcheggiate o in cerca di
un parcheggio nella parte più alta del borgo. Quasi mille
persone alla fine alla festa organizzata dalla Proloco di
Carmignano, considerando anche chi magari non ha consumato.
Ed una certezza: in molti, anche tanti carmignanesi, hanno
scoperto uno spazio fino ad oggi poco valorizzato o frequentato.
A suo modo suggestivo, come le immagini legate alla lavorazione
nella vigna ed in cantina, realizzate una ventina di anni
fa dal sindaco Vittorio Cintolesi e proiettate dall'alto sul
prato che degradava verso la stretta valle al cui limitare,
nel buio, c'era un astrofilo a spiegare le stelle. "Potremmo
realizzarci una cinema all'aperto durante l'estate" ha proposto
qualcuno.
Sono forse mancate un po' le stelle cadenti,
nonostante l'assenza della luna, complice un cielo un po'
coperto. Del resto, per effetto del ritardo accumulato nel
corso dei secoli dalla Terra nel suo lento movimento di rotazione
e rivoluzione, la pioggia di stelle più copiosa è attesa da
qui a domani. Ma la festa è comunque riuscita. C'è chi ha
trasformato i "grappoli di uva" acquistati all'ingresso -
formula elastica particolarmente apprezzata - in un lunga
carrellata di Carmignano Docg, Vin Ruspo e Barco Reale, di
bicchiere in bicchiere e di azienda in azienda. C'è chi li
ha utilizzati di più per mangiare qualcosa - stuzzichini,
affettati, formaggio, pane con l'olio - concludendo il tutto
magari con un gelato artigianale al gusto di uva passa. Per
i bambini e gli astemi c'era l'acqua. E per tutti un sottofondo
di jazz e swing laddove i giardini si tuffavano nel buio,
vecchie arie toscane all'inizio della spianata cantate e recitate
da Rosalba, voce del duo "Canto Libero" di Lucca.
Non è mancato neppure un tocco di genio e
fantasia dei rionali del San Michele, che ogni settembre animano
il paese con un sorprendente corteo di carri e balletti. Sono
loro infatti che in poche ore hanno camuffato e trasformato
le porte del campo da calcetto che campeggia al centro dei
giardini in una grotta-cantina ed in una capanna con un pergolato
di viti. Poi a notte fonda, con i volontari intenti a riordinare,
tutti a casa con un calice in cristallo come ricordo. Aspettando
il prossimo anno, per tornare il 10 agosto stavolta in Rocca
appena il restauro del castello sarà completato. (wf)