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PASSIONE DI GESU' CRISTO
IN PIAZZA A COMEANA
Il 13 aprile 2006 alle 21

A Comeana la sera del giovedì santo inizia con un processo, quello che nel sinedrio duemila anni fa vide protagonista in Palestina Gesù Cristo, e si chiude con la crocifissione, a ricordare quanto secondo la tradizione cristiana accadde sul Golgota. Nel mezzo ci stanno sei chilometri di strada, tre ore di processione, altre scene recitate nella centralissima piazza Battisti, decine di cavalli e centinaia e centinaia di figuranti. Sfilano con Gesù Pilato, Caifa, Giuda, Longino e Crocifero e poi in un turbine di colori, dal rosso al blu, dal giallo al bianco e al celeste, le donne palestinesi e le dame patrizie: tentativo di rievocazione storica, ma anche fenomeno ancora oggi di indubbia e profonda religiosità, sapientemente organizzato da un comitato spontaneo di cittadini.

Sono antiche le radici della rievocazione che anima ogni tre anni le vie di Comeana: tra le più grandi in Toscana nei La caduta di Cristo, in piazzanumeri, anche se non la più famosa. E sono tante anche le curiosità, a cominciare dal giorno in cui si svolge: anche questa una particolarità che già distingue la processione di Comeana da tante altre rievocazioni pasquali dedicate alla passione di Cristo. In genere è infatti il venerdì santo, con la via crucis, che in tutte le parrocchie, in chiesa o per strada, si raccontano e ricordano le ultime ore di Gesù. A Comeana tutto questo accedeil giovedì. E c'è un motivo: i cori che animavano la processione erano richiesti. Spesso andavano a cantare fuori, si dice, in altre vie crucis. Lo facevano per raccogliere fondi per la propria chiesa e a Comeana decisero pertanto di anticipare la rievocazione, fornendo così un doppio servizio alla confraternita.

Non si può stabilire con certezza quando la processione di Comeana abbia La crocifissione: il momento più suggestivo della rievocazioneavuto inizio, ma si può affermare che le sue origini furono ispirate dalla Confraternita del Santissimo Sacramento che è stata fondata nel 1599. Una storia ed un tradizione dunque di diversi secoli. Il nucleo spirituale della manifestazione era costituito dalla presenza di un coro maschile che cantava il "Miserere" e che si alternava ad un coro femminile che intonava lo "Stabat Mater ". I cori erano molto bravi ed i loro partecipanti erano appunto molto richiesti anche per le manifestazioni che si svolgevano nei paesi vicini. Prevaleva la parte religiosa ed è probabile che nel Settecento la processione ebbe un notevole impulso grazie anche alla predicazione a Prato, nel convento del Palco, di frate Leonardo da Porto Maurizio, un santo francescano morto nel 1751 che ebbe molto seguito anche a Comeana. Il vescovo giansenista Scipione de' Ricci, vescovo di Pistoia e Prato dal 1780 al 1790, soppresse la confraternita, poi ricostituita dal vescovo Falchi Picchinesi che gli successe. Ma la via crucis non scomparve ed anzi assunse forme ancora più solenni. E' chiara l'origine medievale della festa. La processione ricorda i drammi sacri e liturgici che si rappresentavano sul sagrato delle chiese per spiegare al popolo la vita di Cristo: meglio le immagini che mille parole. Attorno al mille nelle piazze dei paesi si esibiscono buffoni, giocolieri e mangiatori di fuoco. Dentro ed intorno alla chiesa, nei momenti salienti dell'anno liturgico, vanno in scena parti dialogate della Messa, drammatizzazioni di episodi del Vangelo o delle vite dei santi: spettacoli all'inizio semplicissimi ed integrati al rito, poi via via sempre più complicati e autonomi. In Francia li chiamano mystères o passions, autos sacramentales in Spagna, Geistspiele in Germania, miracle plays in Inghilterra, drammi liturgici appunto in Italia. E la rievocazione di Comeana, come tante altre vie crucis recitate, ne è un po' la prosecuzione.

Si diceva che la parte religiosa era predominante. Dagli anni dell'ultimo dopoguerra e soprattutto dalla ripresa della rievocazione nel 1982, dopo alcuni anni di abbandono, la processione si è arricchita però di nuovi personaggi che hanno fatto sì che la parte storica oggi prevalga. Il gran numero di figuranti, mai meno di cinquecento, rende di per sé suggestiva la sfilata e lUn momento della sfilata, nelle passate edizionie scene recitate della passione di Cristo - il processo, le cadute e da ultimo la crocifissione - non mancano di coinvolgere emotivamente gli spettatori. Celebri ormai sono diventati alcuni figuranti, che rivestono i ruoli più caratteristici e recitano durante la sfilata alcune frasi ad effetto. Una su tutte è cara ai comeanesi ed è quella pronunciata da Caifa, il sommo sacerdote che rivolgendosi al sinedrio diceva: "L'avete trovato ?"(riferendosi a Gesù) ed il sinedrio rispondeva in coro " No…lo troveremo! " . Una frase rimasta nella memoria e tramandata oralmente di generazione in generazione, diventando parte della storia della processione.

Due personaggi unici: la Sperduta e l'Angiolino
Ci sono alcuni personaggi che difficilmente troverete altrove, in altre vie crucis. Ed anche questa è una particolarità della processione di Comeana. Della "Sperduta tra i cavalli " non si fa menzione nella testi della passione, così come tutto comeanese è l'Angiolino sopra l'asinello. Sono vere e proprie 'invenzioni' che oramai sono diventate parte della tradizione del paese. La Sperduta, che nella sfilata seguiva alle donne romane, tra i legionari e le insegne dell'impero, ma che mancherà in questa edizione rappresenta per l'interpretazione popolare l'anima inquieta. L'Angiolino invece, che fa il suo ingresso in piazza con la Samaritana, l'apostolo Giacomo ed il primo gruppo di donne ebraiche, rappresenta la "rinascita dell'uomo" ed è un po' anche il simbolo della visione più dolce della processione e di tutti i bambini presenti nel corteo, che portano i simboli della passione. Curiosa è anche la storia del lungo percorso della sfilata, che pare avesse a che fare con la ricompensa per le bande e i corpi musicali che intervenivano. Perché il serpentone della processione potesse allungarsi in tutta la sua lunghezza occorrevano sicuramente grandi spazi, ma si narra che l'esigenza di allungare il percorso fin fuori il paese nascesse anche dall'esigenza di raggiungere le fattorie, generose dispensatrici di vino che i musicisti, invitati e no, richiedevano come ricompensa.

Tracce indelebili di religiosità
La processione rappresenta per i comeanesi un forte momento di religiosità ed anche la voglia di tutti di contribuire alla realizzazione della rievocazione storica della passione e morte di Gesù. La passione è l'elemento cardine che è rimasto costante nel tempo e nella vita del paese di Comeana, tanto da spingere altri comeanesi a tracciare con forme indelebili il loro passaggio nella religiosità del paese. E Comeana, nata come terra della pietra, quella pietra serena che veniva scavata fino a non troppi anni fa dalle cave della Gonfolina sopra l'Arno e l'Ombrone, non poteva utilizzare altro materiale per lasciare questa impronta.

La prima traccia è rappresentata dal portale dell'oratorio della compagnia della chiesa di San Michele a Comeana in cui compare la seguente iscrizione "SS Eucharestiae Sacramenti Confraternitas A.D. MDCCLVI ". Nel 1753 i fratelli della Confraternita del Santissimo Sacramento avevano infatti raggiunto un accordo con il parroco per poter ampliare la loro sede , che permetteva di edificare una nuova sacrestia in cambio della vecchia e di una parte del cimitero. La Confraternita del Santissimo Sacramento fu protagonista della vita dei comeanesi e di Comeana per duecento anni, fornendo una base religiosa ed anche un primo esempio di volontariato. Iniziata a formarsi attorno al 1590 , decise immediatamente di dotarsi di un proprio oratorio per le adunanze dei fratelli, spinta dalla situazione alquanto angusta in cui si trovava la chiesa parrocchiale di Comeana, già occupata da un'altra confraternita: quella del Santissimo Rosario. L'obiettivo fu raggiunto in nove anni, tanto che il 19 dicembre del 1599 la Confraternita si dotò di una statuto che riepilogava le sue norme comportamentali. Il primo capitolo riferisce che i fratelli dovevano vestire con una veste di lino bianca cinta da un cordiglio, mentre il capitolo V specifica che i fratelli dovevano farsi completo carico di qualsiasi riparazione della nuova struttura. Nei rimanenti capitoli si parla dello svolgimento delle funzioni religiose, in cui si narra di funzioni previste per il giovedì e venerdì Santo . Intorno alla meta del 1700, nonostante che nelle visite pastorali non fosse mai stato sollevata alcuna critica, i Confratelli decisero di rimodellare la struttura rendendola maggiormente vicina al gusto del tempo e nel momento di massima espansione duecento erano i confratelli e centocinquanta le consorelle iscritte. Nella visita Pastorale del 1778 la compagnia è definita : "modernissima, in volta, assai bella , Messa a stucchi , e più grande della chiesa , L'altare è alla romana, di pietra lavorato con molta Finezza" . Negli anni successivi viene acquistato dalle monache di Santa Caterina e San Sebastiano a Pistoia un organo con cantorio in legno, che viene donato alla compagnia e posizionato nella controfacciata . Nel 1784, dopo la soppressione della Confraternita, fu deciso di trasferirvi la chiesa parrocchiale , quella che adesso è l'attuale Chiesa di San Michele a Comeana.

La seconda traccia in pietra sulla facciata della chiesa è rappresentata dallo stemma della famiglia dei Mazzinghi, sormontato dalla corona e con un particolare mascherone nella parte inferiore. I Mazzinghi, tra le famiglie protagoniste a Carmignano, porta il suo patronato sulla chiesa di San Michele fin dal secolo XI. Secondo il Verino i Mazzinghi arrivarono in Toscana a seguito di Ottone di Germania e rimasero in Italia abitando a Pistoia. Un loro antichissimo stanziamento fu presente nella piana di Campi, dove ebbero residenze fortificate munite di torri e riscossero il rispetto di fiorentini e pistoiesi. Molto probabilmente tramite il possesso di questa terra di mezzo e grazie alle loro fortificazioni , riuscirono a respingere gli assalti dei pistoiesi , riscuotendo cosi un diritto di rappresaglia che fu concretizzato nella presa di possesso di una terra alle pendici del Montalbano, Comeana appunto. Su due pietre della facciata della chiesa c'è un nome, Ugolino di Iacopo Mazzingh, ed una data, 1576. Il legame è ancora in parte avvolto nel mistero, ma conferma sicuramente che anche i Mazzinghi furono importanti e presenti nella religiosità comeanese.

(testi a cura di NIccolò Fanfani e Walter Fortini)

Ordine di Sfilata
1. INSEGNE DELLA LEGIONE Apertura con le insegne della Legione Romana e Presidio di Gerusalemme
2. VESSILLO IMPERIALE CON LITTORI Vessillo simbolo dell'Impero Romano scortato da soldati Con fasci Littori
3. LEGIONARI ROMANI A PIEDI Fanteria romana
4. CENTURIONE Comandante della Fanteria
5. GIOVANI DONNE ROMANE Spose,sorelle,figlie dei legionari romani
6. DONNE ROMANE DI FAMIGLIA PATRIZIA Donne della nobiltà romana
7. NOBILI DONNE ROMANE Spose dei legionari a cavallo
8. LEGIONARI A CAVALO Cavalleria romana
9. LA SPERDUTA TRA I CAVALLI Figura della tradizione (rappresenta l'immagine dell'inquietudine umana) - Assente in questa edizione
10. PORTAINSEGNE SPQR Insegne SPQR(Senatus Popolusque Romanus)
11. LEGIONARI CON TAMBURI Tamburi che precedono il centurione
12. BIGA CON CENTURIONE Centurione capo della cavalleria con auriga
13. CENTURIA DI SOLDATI ROMANI CON CENTURIONI Fanteria romana
14. GIUDEI CON TORCE E BASTONI Popolo di Gerusalemme
15. GIUDA L'apostolo che tradì Gesù per 30 denari
16. GURDIE ROMANE A GIUDA Soldati incaricati di sorvegliare il traditore
17. IL SINEDRIO Consiglio degli anziani (massima autorità religiosa degli Ebrei)
18. CAIFA SOMMO SACERDOTE Capo del Sinedrio scortato da quattro schiavi fanciulli
19. ZERAK Presunto intermediario tra Giuda ed il Sinedrio e fra il Sinedrio e Pilato
20. ANNA SOMMO SACERDOTE Capo religioso
21. BAMBINO CON GALLO Figura della tradizione (rappresenta il tradimento di Pietro)
22. SIMONE DETTO PIETRO S. Pietro, il primo tra gli Apostoli
23. DONNE DI PALESTINA Donne palestinesi del popolo
24. BARABBA Rivoltoso palestinese prigioniero dei Romani scambiato al processo con Gesù
25. LITTORI DI SCORTA A PILATO Apertura del corteo che precede il Procuratore di Roma
26. LEGIONARI CON TROMBE Suonatori di trombe che annunciano Pilato
27. SCHIAVI A PILATO Schiavi con bacile brocca e asciugamano
28. PONZIO PILATO Quinto procuratore romano in terra di Palestina
29. SCHIAVI CON FLABELLI Altri schiavi di scorta a Pilato
30. LITTORI E ROMANI DI SCORTA A DONNA CALUDIA Scorta della moglie del Procuratore
31. DONNA CLAUDIA Scorta della moglie del Procuratore
32. ANCELLE E SCHIAVE AL SEGUITO DI DONNA CLAUDIA Donne al servizio della moglie del Procuratore
33. PORTANTINA CON SCHIAVI Portantina di Donna Claudia
34. ROMANI A CHIUSURA DELLA SCORTA DI DONNA CLAUDIA Soldati di scorta
35. DONNE PATRIZIE Nobili romane al servizio di Donna Claudia
36. ERODE ANTIPA Tetrarca della Giudea
37. GIUDEI DI SCORTA AD ERODE, A CAVALLO Cavalieri giudei della corte di Erode
38. POPOLANI GIUDAICI Popolo di Gerusalemme, controllati dai Romani
39. DONNE ROMANE Altro gruppo di donne romane
40. LA SAMARITANA Popolana della Samaria che fù perdonata da Gesù
41. L'ANGIOLINO Figura della tradizione (rappresenta la nuova vita)
42. GIACOMO APOSTOLO Giacomo, uno dei dodici Apostoli
43. PRIMO GRUPPO DI DONNE EBRAICHE Donne ebraiche del popolo
44. VERONICA La Veronica con il velo su cui rimase impressa l'immagine del volto di Gesù
45. CENTURIONE Centurione incaricato dalla crocifissione
46. ROMANI DI SCORTA AL NAZARENO Soldati di scorta incaricati della crocifissione 4
7. GESU' IL NAZARENO
48. I DUE LADRONI I due malfattori che vennero crocifissi con Gesù
49. ROMANI A CHIUSURA DELLA SCORTA AL NAZARENO Scorta di chiusura a Gesù ed ai due ladroni
50. LE PIE DONNE Donne fedeli a Gesù sofferenti per la sua crocifissione 5
1. LE TRE MARIE Maria di Cleofa - Maria di Magdala - Maria di Salomè
52. MARIA - MADRE DI GESU'
53. GIOVANNI APOSTOLO Giovanni, l'apostolo più giovane
54. SECONDO GRUPPO DI DONNE EBRAICHE Donne del popolo di Gerusalemme
55. SIMONE DI CIRENE DETTO IL CIRENEO Il Cireneo sostituisce Gesù nel portare la croce nell'ultima parte del percorso
56. LONGINO Soldato romano che, si dice, aprì con la lancia il costato di Gesù
57. CROCIFERO L'uomo materialmente incaricato di crocifiggere Gesù
58. BALDASSAR Re d'Oriente che, si dice, fu testimone della crocifissione
59. NICODEMO Membro del Sinedrio che cosparse di aloe il corpo esanime di Gesù 6
0. GIUSEPPE DI ARIMATEA Membro del Sinedrio che seppellì il corpo di Gesù in un sepolto di sua proprietà


Parte Sacra
1. INCAPPUCCIATI CON CROCE E TORCE
2. GRUPPO DI BAMBINI CON PLAME E OLIVI
3. LE 14 STAZIONI DELLA VIA CRUCIS
4. BAMBINA CON TUNICA
5. BAMBINO CON GALLO
6. BAMBINA CON SUDARIO
7. BAMBINI CON I SEGNI DELLA PASSIONE
8. CARRO CON I SIMULACRI DEL MORTO REDENTORE E DELLA MADONNA ADDOLORATA
9. BANDA MUSICALE

Il Percorso
La rievocazione storico religiosa percorre le vie del paese di Comeana. Diverse sono le scene della Passione che durante la sfilata vengono rappresentate: tra queste la Veronica, il Processo a Gesù, il discorso di Ponzio Pilato, San Pietro e la donna con la brocca, le tre cadute di Gesù sotto il peso della Croce, l'incontro con il Cinereo,la Crocifissione.
Ecco le vie attraversate dalla sfilata: Via D. Alighieri Piazza C. Battisti Via Macia Via Le Corti Via G. Rossini Via V. Veneto Via Rivolta Via Volta Via G. Garibaldi Via G. Leopardi.

Clicca qui per scaricare il comunicato stampa dell'iniziativa.

La notizia della processione di Comeana sul portale ww.giraitalia.it (link esterno). Clicca qui per visualizzare gli altri eventi segnalati.

 

 

 

 

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