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Storie di sindaci
IL GOVERNO DELLA DC, L'ASCESA DELLE SINISTRE
E' con la divisione tra Poggio a Caiano
e Carmignano, nel 1963, che la sinistra inizia a governare
nel più grande dei due comuni medicei del Montalbano. La prima
stagione fu quella delle giunte Psi-Pci: proseguita fino al
1977, sindaco il socialista Guido Lenzi. Poi fu la volta dei
monocolori comunisti: prima con l'appoggio esterno ancora
dei socialisti (dal 1979 al 1983), poi da soli. Sulla poltrona
di sindaco sedeva Antonio Cirri (fino al 1988) e successivamente
Alessandro Attucci, che dal 1993 al 1997, passato nel frattempo
ai Ds, guiderà pure una giunta progressista. I Popolari arrivano
invece nel 1997 con Vittorio Cintolesi, primo cittadino indipendente
ma vicino a Rifondazione. In tutto sono quasi quattro decenni.
Ma, salvo questa parentesi, Carmignano era sempre stato fin
dall'Unità d'Italia un Comune conservatore. Al referendum
istituzionale del 1946 la Repubblica vinse con lo scarto appena
di dodici punti. E nel capoluogo, a Poggio a Caiano e ad Artimino
primeggiò addirittura la monarchia. La Dc ha avuto la maggioranza
assoluta fino al 1963 - sindaci Pietro Bernabei (1946), Giacomo
Caiani (1948) e Leonardo Civinini (1954) - e pochi al suo
interno, rispetto al periodo d'anteguerra, erano i giovani
popolari sopravvissuti che avevano cercato negli anni precedenti
di riformare il sistema liberale in chiave più solidaristica.
Andavano forte anche le liste civiche vicine alla destra:
11,9 % di consensi nel capoluogo nel 1956. E l'MSI sempre
a Carmignano (l'ascesa delle sinistre inizia dalle frazioni)
volava nel 1972 a quota 8 %.
Fin dall'Unità d'Italia il quadro politico
del Montalbano pratese si presentava del resto assai conservatore.
Al plebiscito dell'11 e 12 marzo 1860 l'11,70 per cento degli
elettori (la cui base, in virtù del censo, era assai ristretta
e ridotta a poche centinaia di voti) si espresse a favore
di un regno toscano separato: negli altri comuni della provincia
pratese la stessa percentuale oscillava tra il 2,17 per cento
di Vernio ed il 5,63 di Montemurlo. E fin dalle prime elezioni
del 1865 emerge chiaro e distinto quel sistema politico, fondato
su notabili e grandi famiglie (prima nobili e fiorentine,
successivamente del posto), che per quasi un secolo dominerà
la scena carmignanese e tenterà poi, nell'immediato dopoguerra,
di mantenere viva la propria presenza e cercare di riaffermare
la propria legittimità di leadership in istituzioni come l'allora
Pro Loco, i comitati del San Michele, la Misericordia o la
Cassa Rurale. Con la fine della guerra e del fascismo, si
rompe lo schema familistico nella gestione del potere. Ma
a Carmignano e Poggio a Caiano (che fino al 1963 saranno un
solo comune) gli operai erano in fondo pochi, tanti invece
i piccoli esercenti commerciali e i contadini con un piccolo
nucleo di coltivatori diretti. Scarsi i rapporti con l'esterno.
E per questo lieve sarà la presa delle sinistre. Al referendum
istituzionale per decidere le sorti della monarchia era subito
riaffiorata la tendenza conservatrice. Nelle contemporanee
elezioni per l'assemblea costituente la DC ottenne la maggioranza
relativa (che diverrà assoluta il 18 aprile 1948). Con Firenzuola,
Marradi, Montelupo, Palazzuolo sul Senio e San Godendo, Carmignano
era tra i comuni della provincia di Firenze dove lo scudo
crociato aveva ottenuto i migliori risultati. (wf)
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