Cellini a Comeana

L'artista comprò un podere

di Lorenzo Petracchi

Anche Benvenuto Cellini, artista e uomo d’affari faceva acquisti a rate e, di fronte a un notaio, si impegnò il 12 marzo 1566 a pagare in tre anni un podere acquistato a Comeana. Benvenuto Cellini è stato uno scultore, orafo, scrittore, argentiere, tra i più importanti artisti del Manierismo nel Cinquecento, e comprò da Alamanno di Bernardo Dé Medici un podere “posto in su l’Ombrone, luogo detto alle Sacchetta, popolo di San Michele a Comeana, a Carmignano”1

Se ne racconta nel terzo volume del Tassi, che così, alla data del 12 marzo 1566, scrive: “Ricordo questo dì sopraddetto, come si è compro tre quarti di Podere posto in su l’Ombrone, luogo detto alle Sacchetta, Popolo di San Michele a Comeana, a Carmignano, da Alamanno di Bernardo de’ Medici, con patto resolutivo di tre anni, per prezzo di scudi trecento di moneta di lire sette per scudo, a tutta sua gabella e gravezze: e si è obbligato alla difesa generale, ed altre clausole poste nello strumento rogato da Ser Pier Francesco Bertoli Notaro alla Mercanzia sotto dì 12 di marzo, come al suo protocollo, e al libro a Car, 149.

 L’autore aggiunge in una nota a piè di pagina: “Dell’acquisto delle terre delle Sacchetta non è fatta menzione nella Vita. Questo ricordo corrisponde a quello pubblicato dal sig. Carpani al n°35, e trovasi scritto a mano di Benvenuto e nel giornale B, ed alla pagina 18 del codice 3082 della Riccardiana, intitolato Libro dei conti e spese di Benvenuto Cellini dal 1565 al 1570.Avvertasi che nel testo dell’edizione di Milano leggesi di San Michele a Canciano […] a tutta sua gabella, et si è obbligato […] Ser Pier Francesco di Bertoldo”.

 E’ giunto così fino a noi il nome del podere delimitato in parte dall’Ombrone presso Comeana: le Sacchete. Quando ho letto questa notizia sono andato a constatare se sul luogo vi erano tracce di antiche strutture. La località si trova sull’ansa che l’Ombrone forma ai piedi di Comeana. Il toponimo nel tempo ha perso una “t” ed oggi viene chiamato le Sacchete. Al centro del podere vi è un agglomerato di case coloniche dove abitano tre o quattro famiglie. In parte è stato restaurato con stilemi moderni, in parte è quasi cadente. Un antico porticato, come mi dice uno degli abitanti, è stato recentemente tamponato per formare una stanza di abitazione. Sono ancora visibili tre imponenti colonne in cotto con basamento in pietra serena finemente lavorata che fa pensare a un manufatto del XVI secolo.

E’ interessante leggere anche come il Cellini sia venuto in possesso del denaro per acquistare il podere de Le Sacchette:

 A dì 8 marzo 1566
(108) Dallo Illustrissimo e Eccellentissimo sig. Duca di Firenze e di Siena, e per sua eccellenza Illustrissima da Messer Agnolo Biffoli suo Depositario Generale, ho ricevuto questo dì 8 Marzo Sc. 200 di moneta e Lir 1.12.6, quali sono per il resto della mia fattura del Perseo e ne ho fatta ricevuta di mia propria mano questo dì in Firenze; sono Scudi 200.1.12..6. Benvenuto Cellini (dall’Archivio delle Regie Rendite)

 Quindi il fine cesellatore, quattro giorni dopo aver ricevuto il saldo di scudi 200 per il Perseo, acquista per scudi 300 un podere a Comeana. Cellini, eccelso artista, era anche un uomo di affari. Come si legge nel libro citato, aveva possessi nel Mugello, a Vicchio. Vendeva o comprava poderi che poi riaffittava al venditore stesso.

Si narra tra l’altro di quando, durante una permanenza a Vicchio, fu invitato a cena da Pier Maria Anterigoli dal quale aveva acquistato un podere con una particolare clausola:“ a vita sua naturale.” Furbescamente Pier Maria fece intendere al Cellini di voler festeggiare l’evento con un pranzo. Si era premunito però di acquistare dallo speziale un potente veleno che, per fortuna di Cellini, non era tanto potente. Fu un ricco pranzo, ma i piatti destinati all’ artista erano avvelenati di modo che Pier Maria, alla morte dell’artista, sarebbe subito rientrato in possesso del bene appena venduto. Pier Maria fu un maldestro furfante e non riuscì nel suo intento. Le conseguenze per il Cellini furono deleterie: anche se ebbe salva la vita fu costretto a curarsi per un anno. 

1 Francesco Tassi, Ricordi, prose e poesie di Benvenuto Cellini, G. Piatti, Firenze 1829.