Villa Novelli

Dove visse l'autore dell'Acqua Cheta

di Daniela Nucci

La villa – affiancata dall’oratorio di S. Antonio – sorge in una zona di Carmignano chiamata Frigionaia. Questa si trova nelle vicinanze di Carmignano, a due passi dalla Rocca, su un colle da cui è possibile ammirare un ampio panorama: le colline di Bacchereto e Capezzana da un lato, la pianura di Firenze, Prato e Pistoia dall’altro, incorniciate dai monti dell’Appennino. Villa Novelli è completamente inserita nella campagna e vi si giunge attraverso uno stretto viottolo in mezzo al bosco.

L’edificio nel ’500 era di proprietà dei Serpieri, nel 1628 passò prima ai Carnesecchi e in seguito ai Caccini del Vernaccia e ai Rucellai. Nell’800 fu dei Bonsi e dei Nibbi. Infine fu acquistata dal commediografo fiorentino Augusto Novelli (1868-1927) da cui prese il nome attuale.

I Carnesecchi – un tempo chiamati Duranti dal nome di Durante di Ricovero, priore, gestore di taverne nel popolo di S. Maria Maggiore – erano un’antica famiglia fiorentina che prendeva il nome da Piero Carnesecca, beccaio. Li ritroviamo nelle vicende della città del Giglio fin dal Trecento. Partiti da umili origini, divennero commercianti e parteciparono attivamente alla vita politica di Firenze. Nel 1500, tra i personaggi illustri di questa famiglia, spiccano in modo particolare Pietro Carnesecchi, ribelle contro la Chiesa e Lorenzo, ribelle al potere dei Medici.

La famiglia Caccini era una casata di origine fiorentina che aveva il proprio palazzo in Borgo Pinti. Alcuni dei suoi membri ricoprirono importanti cariche pubbliche in epoca repubblicana e granducale, ma si occuparono anche di commercio costituendo una ricca azienda legata alla lavorazione e al commercio dei panni di lana e, in epoca medicea, alla fornitura di legno per la flotta dei Medici. Famosi due personaggi di questa famiglia legati a Galileo Galilei: Cosimo – frate domenicano – e Matteo. Il primo contribuì a far inquisire lo scienziato nel 1616, il secondo invece fu amico di Galileo e lo difese anche contro il fratello. I Caccini si estinsero con Ortensia che si sposò con Vincenzo Del Vernaccia.

I Del Vernaccia, fiorentini, erano anch’essi dediti al commercio – possedevano ricche manifatture di seta, di panni di lana, di spezie, grano, vino e olio – e al cambio. Con i loro guadagni acquistarono numerose proprietà fondiarie in diverse parti della Toscana, tra cui Carmignano, dove impiantarono numerose fattorie fra il ’600 e il ’700.

La nobile famiglia fiorentina dei Rucellai era presente a Carmignano con case e poderi fin dal XV secolo. A Firenze, fin dal secolo XII, erano riusciti ad accumulare notevoli ricchezze grazie al commercio dei panni di lana e ad una scoperta di un tal Alamanno – soprannominato poi “oricellario” – che si accorse per caso che alcune piccole piante prendevano la colorazione rossa orinandoci sopra. Dal nome del colorante “oricello”, cioè rosso violaceo, tipico dei panni fiorentini, prese il nome questa famiglia che ebbe un ruolo importante nella storia di Firenze, nel commercio, nella storia dell’arte e della cultura visto che le riunioni della famosa Accademia Platonica si tenevano negli Orti Oricellari a Firenze, giardini di proprietà della famiglia Oricellari. A Carmignano furono presenti dal 1500 fino al 1700 come proprietari di terre, fattorie e case. Esercitarono anche il diritto di giuspatronato sulla Pieve di Carmignano.

Nell’800 acquistò la villa la famiglia Nibbi di Carmignano che – secondo Giuseppe Rigoli – “ebbe uomini di intelligenza e per la sua grande bontà è ricordato ancora il sacerdote Ferdinando Nibbi che tutto se stesso consacrò al popolo carmignanese”.
Don Ferdinando Nibbi fu cappellano di S. Michele a Carmignano, molto amato dai parrocchiani che federo di tutto perché fosse nominato pievano contro la volontà della Curia. Fu eletto consigliere comunale a Carmignano nel 1865.

Vi soggiornò infine, fino alla morte avvenuta il 6 novembre 1927, il commediografo fiorentino Augusto Novelli che lì si era ritirato a vita privata dopo aver dedicato tutta la sua vita a cercare di mantenere viva la tradizione del teatro vernacolare. Scrisse famose commedie in vernacolo fra cui “L’acqua cheta” e “Gallina vecchia”. Con lui finì la fortunata stagione del teatro dialettale fiorentino.

Una villa con fondamenta medievali
Villa Novelli fu costruita tra il ’500 e il ’600 su strutture medievali. La facciata principale presenta decorazioni in stile neogotico, lanterne ed anelli in ferro battuto e uno stemma raffigurante tre cipressi sormontati da una corona rovesciata col motto “Cerca il Bello nel Semplice” che si rifà alla cultura artistica ottocentesca di Augusto Novelli. Tracce medievali si ritrovano nei mattoni disposti ad arco sopra le finestre e in antiche aperture in seguito murate.

La villa ha un giardino storico il cui impianto risale al XIX secolo, ma non conosciamo né il committente né l’autore. L’area verde è ricca di cipressi, olivi e pini. Una statua e varie sedute ornano il giardino.

Il contiguo oratorio di S. Antonio è del XVII secolo. La facciata è in pietra e ha un timpano anch’esso in pietra serena, affiancato da due finestrelle incorniciate. In alto è visibile uno stemma settecentesco.

BIBLIOGRAFIA
G. Rigoli, Carmignano e il suo territorio, Prato 1939.
Carmignano – le ville del territorio, a cura di M. Apa, Carmignano 1985.
Carmignano e Poggio a Caiano: agricoltura, industria e territorio fra medioevo ed età contemporanea, atti del convegno Poggio a Caiano-Carmignano 1998, Firenze 2001.
C. Cerretelli, Prato e la sua provincia, Firenze 2003.
R.M. Zaccaria, L’archivio Caccini del Vernaccia, Biblioteca Roncioniana di Prato, 2009.
F. Panerai, Carmignano – Quotidianità e istituzioni tra Ottocento e Novecento, Signa 1999.