Villa Vittoria

Altrimenti nota come villa Vivaio

di Daniela Nucci

Villa Vittoria è situata tra la frazione di Comeana e l’ex-stazione di Carmignano. E’ collocata su un piano bastionato, circondata da cedri del Libano. Si tratta di una delle ville più antiche del Motalbano. Il nucleo originario, formato da una torre fortificata di avvistamento, risale addirittura al periodo romano. La torre era a guardia della strada che, attraverso l’appennino pistoiese, conduceva nella pianura padana. Ancor oggi si può notare il robusto corpo di fabbrica dell’antica torre divenuto attualmente un belvedere. Col mutare dei tempi si trasformò, aggiungendo via via nuovi corpi di fabbrica, in una villa rurale.

Nel ’400 fu acquistata dai Medici assieme alle terre circostanti che ne fecero un tassello della loro bandita di caccia nota come il Barco Reale. Passata ai Lorena, la villa venne usata come sede del corpo di guardia del Granduca che invece dimorava nella villa di Artimino. Si dice che i due edifici fossero collegati da un tunnel sotterraneo.

Nel ’500 passò alla famiglia fiorentina degli Ugolini che avevano case nel quartiere di S. Spirito. Questi erano originari della Val di Pesa e ricoprirono importanti cariche pubbliche nella Firenze repubblicana e in quella dei granduchi (gonfalonieri, priori, mercanti, ambasciatori). Appartennero agli Ugolini alcuni cavalieri delle “Religioni di Malta e di S. Stefano”.

La villa fu poi ampliata tra il 1700 e il 1800. Nel ’900 fu ristrutturata fino a raggiungere l’attuale aspetto. In questo ultimo periodo vi abitò la famiglia Sansoni di Milano.

L’antico nome di villa Il Vivaio deriva da un lavatoio che si trovava nei pressi e che riceveva acqua dalla sorgente posta nelle cave della Gonfolina. Si narra che in seguito prese il nome di villa Vittoria da una nobildonna che nel ’700 faceva delle splendide feste durante le quali sparivano giovani uomini di cui lei si invaghiva.

Oggi la villa è divenuta un agriturismo e organizza ricevimenti.