Oratorio di San Giuseppe

L'oratorio di Fuccioli

di Daniela Nucci

L’oratorio di San Giuseppe, di proprietà della famiglia carmignanese dei Petracchi, fu costruito nel 1720 nei pressi della loro villa in località Fuccioli. Il luogo, posto al confine tra il comune di Carmignano e quello di Poggio a Caiano, prende nome dal pistoiese Vanni Fucci, che qui abitò tra il 1286 e il 1287, annoverato da Dante tra i “latrones” nel Canto XXIV dell’Inferno, («Io piovvi di Toscana, – poco tempo è, in questa gola fiera. Vita bestial mi piacque e non umana, sì come a mul ch’i’ fui; son Vanni Fucci – bestia, e Pistoia mi fu degna tana»). Si dice infatti che Vanni Fucci nel 1295 fu autore di un furto nella sacrestia della chiesa di Bonistallo.

Antonio Ricci nomina spesso nelle sue “Memorie”  (1) i Petracchi, protagonisti delle vicende di Carmignano. In un documento del 1685 relativo ad una causa in cui si doveva stabilire chi fossero le “dodici famiglie de’ più vecchi et antichi del Comune” cita, insieme ad altri, i Petracchi. Questa famiglia faceva infatti parte delle Dodici Famiglie dette “di Parentado” alle quali erano riservate le cariche del Comune fin dalla sua fondazione nel XIV secolo2. I Petracchi erano proprietari anche di villa La Torre a Montalbiolo e qui don Antonio Petracchi fece costruire una cappella nella chiesa di S. Lorenzo.

Nella visita pastorale del 1725 l’oratorio di S. Giuseppe è detto “nuovo” (2)  essendo stato costruito solo pochi anni prima e viene descritto come “ben tenuto”. Nella visita del 1778 si annota che è piccolo e pulito, con il soffitto a volta e un altare arricchito da un dipinto rappresentante il Transito di S. Giuseppe. All’inizio dell’Ottocento, dopo un periodo in cui sembra andare in rovina, grazie all’intervento della famiglia Petracchi l’oratorio ritorna in buone condizioni. Dopo un cambio di proprietà passa alla famiglia Guicciarelli che vi introduce l’immagine e la devozione della Madonna delle Salette (3). Il priore di Bonistallo, invitato dal vescovo a fare un sopralluogo nella cappella, nel 1868 riferisce che “l’altare in pietra è in buono stato con la rispettiva pietra consacrata, ma il resto della fabbrica ha bisogno di nuovo di restauro e di qualche lavoro per togliere l’umidità dal pavimento e dalle mura interne”(4). L’oratorio di S. Giuseppe, su ordine del vescovo, resta interdetto fino all’inizio dei nuovi lavori. Nel 1890 la cappella cessa di uffiziare.

Con un salto nel tempo arriviamo ai nostri giorni. A tutt’oggi villa ed oratorio appaiono in uno stato di completo abbandono. L’oratorio di San Giuseppe negli anni era divenuto un granaio, il che fa presumere che la proprietà Petracchi sia stata abitata per un certo periodo di tempo anche da contadini i quali forse, come molti altri carmignanesi, negli anni ’60 del Novecento abbandonarono la terra per andare a lavorare in fabbrica.

1. A. Ricci, Memorie storiche del Castello e del Comune di Carmignano, Prato 1895, p. 386
2. C. Cerretelli, M. Ciatti, M.G. Trenti Antonelli, Le chiese di Carmignano e Poggio a Caiano, Prato 1994, pp. 335-36.
3. Le Salette è una località francese dove nel 1846 apparve la Madonna.
4.Ibidem