La storia in un quaderno di scuola

Il racconto di un paese, pagina dopo pagina

Un vecchio quaderno di scuola è in fondo un piccolo libro di storia: o quantomeno una raccolta di cronache quotidiane, lo specchio di una società. Soprattutto in un piccolo paese.

Mara Bertini ad una cena di classe, cinquant’anni dopo, ha portato i suoi vecchi quaderni di quinta elementare conservati chissà in quale cassetto ed oramai senza copertina. E a sfogliare quei quaderni c’era tutta la storia di un paese, Comeana, e di un’epoca. C’era raccontata la morte di Cirano, babbo di Anna, che faceva lo scalpellino come tanti altri comeanesi e nel 1952, l’anno in cui Mara e gli altri ragazzi del “41 facevano la quinta, rimase schiacciato da un masso. C’era l’inaugurazione della radio installata a scuola da Bruno Farracani, la storia dell’Ombrone e tanti altri temi su Garibaldi, San Francesco e l’Italia.

La scuola era la stessa di allora (ed il paese più piccolo), ma i bambini erano forse più numerosi: il 1941 fu un anno prolifico, merito magari della guerra e dei primi congedi dal fronte. Furono fatte addirittura due quinte e poichè le aule erano solo sei ci si alternava tra mattina e pomeriggio. In classe c’erano consiglieri e capoclassi, alunni che correggevano i compiti ed addetti all’igiene che controllavano se le mani erano sporche di inchiostro. I banchi erano quelli col calamaio. In pochi però potevano permettersi di continuare a studiare, anche se c’è chi in quella quinta è diventato anche avvocato. Soprattutto tra le ragazze era assai raro. “Studiare costava – spiega Mara – ma soprattutto non c’era la mentalità”. (wf)